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Com'era
il vecchio esame di stato?
Il vecchio esame prevedeva due prove scritte e una prova orale.
Le prove scritte coinvolgevano solo due discipline.
La prima prova, finalizzata a valutare la maturità dello
studente, riguardava l'italiano (come del resto è ancora con il
nuovo Esame di Stato) e rimaneva immutabile anche quanto a tipologia:
prevedeva, infatti, lo svolgimento di un tema a scelta su 4 tracce
proposte. Tre delle tracce erano uguali per tutti (attualità, letteratura,
storia); la quarta, di indirizzo, variava da licei a istituti tecnici
o professionali.
La seconda prova, finalizzata a valutare le conoscenze specifiche
per il corso prescelto, concerneva una delle materie di indirizzo,
sorteggiata con qualche mese di anticipo (generalmente verso marzo-aprile).
La prova orale consisteva in un colloquio su due materie
a scelta tra le quattro sorteggiate (che venivano rese note insieme
a quella del secondo scritto); una materia poteva essere scelta
dal candidato, l'altra era scelta dalla commissione.
I privatisti venivano esaminati su tutte le materie dell'ultimo
anno (escluse ovviamente le due del colloquio) attraverso un precolloquio,
sostenuto il giorno prima dell'orale della maturità vera e propria;
tale esame includeva:
- gli anni precedenti al 5°, qualora non si fosse in possesso
della promozione al 5° anno
- oppure semplicemente le integrazioni di determinate materie
o parti di programma, nel caso in cui si fosse in possesso di
una promozione al 5° anno, ma di un corso diverso rispetto a quello
prescelto per l'esame di Maturità.
Per il resto l'esame non differiva da quello dei candidati interni;
in più i privatisti non avevano alcun vincolo relatiamente ai programmi,
purché quelli presentati fossero ovviamente conformi alle direttive
ministeriali.
I candidati interni invece, avendo già delle valutazione
per tutte le materie del 5° anno, sostenevano solo il colloquio,
per il quale era prevista un'ìnterrogazione su due materie: una
a scelta dello studente, una a scelta della commissione tra le quattro
sorteggiate.
Le commissioni erano composte interamente da commissari esterni
e un solo commissario interno; il voto finale era calcolato in sessantesimi,
da un minimo di 36/60 a un massimo, appunto, di 60/60.
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